L’intervista pubblicata da TechCompany360
TechCompany360 ha dedicato un’intervista a Matteo Zaffagnini, Responsabile Commerciale di Top Consult, approfondendo il suo percorso professionale, il modello di leadership che guida la sua attività manageriale e i valori che accompagnano l’evoluzione dell’azienda.
Dall’esperienza maturata nei ruoli operativi fino alla crescita di Top Consult all’interno del Gruppo Dylog, l’intervista offre uno spaccato autentico del modo in cui innovazione, organizzazione e attenzione alle persone contribuiscono a costruire un’impresa capace di evolvere nel tempo.
In questa pagina ripercorriamo i principali temi affrontati nell’intervista, mettendo in evidenza gli aspetti che raccontano la cultura aziendale e l’approccio manageriale che caratterizzano oggi Top Consult.
In questa rassegna stampa scoprirai:
- il percorso professionale di Matteo Zaffagnini all’interno di Top Consult;
- perché conoscere il lavoro operativo rappresenta una base fondamentale per una leadership efficace;
- il valore dell’ascolto, della fiducia e della delega nella crescita delle persone;
- come l’ingresso nel Gruppo Dylog abbia aperto nuove opportunità di sviluppo mantenendo intatta l’identità aziendale;
- il ruolo dell’equilibrio tra responsabilità professionali e vita privata nella costruzione di una leadership moderna.
Quando la leadership nasce dall’esperienza
Ci sono percorsi professionali che si costruiscono attraverso incarichi sempre più prestigiosi e altri che prendono forma, giorno dopo giorno, partendo dalle attività più operative. È proprio quest’ultima la strada raccontata da Matteo Zaffagnini nell’intervista pubblicata da TechCompany360, dove ripercorre la propria crescita all’interno di Top Consult e condivide una visione della leadership fondata sull’esperienza diretta, sull’ascolto delle persone e sulla conoscenza concreta del lavoro.
L’intervista affronta temi che vanno ben oltre il semplice racconto professionale. Attraverso le esperienze vissute negli anni, emerge infatti una riflessione più ampia su come cambia il ruolo del manager in un contesto in continua evoluzione, dove innovazione tecnologica, trasformazione organizzativa e valorizzazione delle competenze devono procedere nella stessa direzione.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio il modo in cui si costruisce la credibilità di un leader. Per Matteo Zaffagnini non esistono scorciatoie: comprendere davvero un’organizzazione significa conoscerne i processi, confrontarsi con le persone che ogni giorno li rendono possibili e sperimentare in prima persona le difficoltà operative che caratterizzano il lavoro quotidiano.
È una visione che riflette anche l’identità di Top Consult, azienda che da quarant’anni accompagna le organizzazioni nella gestione documentale e nell’innovazione dei processi, coniugando evoluzione tecnologica e attenzione costante alle persone che ne fanno parte.
L’esperienza diretta come base, l’improvvisazione non esiste
Il percorso professionale di Matteo Zaffagnini inizia subito dopo gli studi in Ingegneria Gestionale, con una scelta precisa: entrare in azienda senza corsie preferenziali e costruire la propria credibilità attraverso il lavoro quotidiano.
Pur essendo il figlio del fondatore di Top Consult, decide infatti di affrontare lo stesso percorso di crescita riservato a qualsiasi altro collaboratore, iniziando dalle attività operative. Una decisione che rappresenta uno dei messaggi centrali dell’intervista e che contribuisce a spiegare il suo modo di interpretare oggi il ruolo manageriale.
Nel corso degli anni lavora nel supporto ai clienti e come specialista applicativo, entrando progressivamente in contatto con le diverse funzioni aziendali e con le esigenze concrete delle organizzazioni che utilizzano le soluzioni sviluppate da Top Consult. Ogni esperienza diventa un’occasione per comprendere non soltanto gli aspetti tecnici del lavoro, ma anche le dinamiche relazionali che caratterizzano i progetti e il rapporto con i clienti.
Come sottolinea nell’intervista:
«Per me era fondamentale costruirmi una legittimazione professionale passando attraverso tutte le attività operative dell’organizzazione, per comprenderne fino in fondo le dinamiche reali e il modo in cui si genera valore.»
Questa impostazione continua ancora oggi a rappresentare uno dei principi alla base della sua idea di leadership. Conoscere direttamente il lavoro delle persone permette infatti di instaurare un dialogo più efficace tra funzioni diverse, comprendere meglio le difficoltà operative e prendere decisioni con una maggiore consapevolezza del loro impatto sull’organizzazione.
In un’azienda come Top Consult, che sviluppa piattaforme evolute per la gestione documentale, l’automazione dei processi e la collaborazione aziendale, questa conoscenza trasversale assume un valore ancora più importante. Le esigenze dei clienti nascono infatti dall’incontro tra tecnologia, organizzazione e persone: comprenderle richiede competenze tecniche, ma anche la capacità di ascoltare e interpretare i bisogni reali delle aziende.
Crescere conoscendo davvero il lavoro delle persone
L’esperienza maturata nei diversi ruoli operativi ha consentito a Matteo Zaffagnini di sviluppare una visione trasversale dell’azienda, costruendo nel tempo un linguaggio comune con tutte le aree di Top Consult. È proprio questo patrimonio di conoscenze che, successivamente, ha reso più naturale il passaggio verso incarichi di maggiore responsabilità.
L’intervista mette in evidenza come la crescita manageriale non sia stata vissuta come un punto di arrivo, ma come la naturale evoluzione di un percorso costruito attraverso il confronto quotidiano con colleghi, clienti e partner. Ogni fase ha contribuito ad arricchire la capacità di comprendere problemi diversi, valutare punti di vista differenti e favorire la collaborazione tra competenze complementari.
Un passaggio particolarmente significativo riguarda l’esperienza nel supporto clienti, descritta come una vera palestra professionale. Il contatto diretto con le esigenze delle aziende permette infatti di comprendere quanto ogni progetto presenti caratteristiche specifiche e richieda soluzioni costruite attorno ai processi organizzativi del cliente. È in questi contesti che si sviluppa quella sensibilità gestionale che difficilmente può essere acquisita esclusivamente attraverso modelli teorici.
Come osserva Matteo Zaffagnini, riuscire a dialogare con sviluppatori, consulenti, tecnici e specialisti utilizzando un linguaggio condiviso rappresenta uno degli elementi che fanno realmente la differenza per chi è chiamato a guidare un’organizzazione. Non significa conoscere ogni dettaglio tecnico, ma avere la capacità di comprendere il valore del contributo di ciascuna persona e favorire un confronto costruttivo tra competenze diverse.
È una prospettiva che riflette anche l’evoluzione della stessa Top Consult, oggi impegnata nello sviluppo di TopMedia SIX, la piattaforma enterprise che integra gestione documentale, automazione dei processi, collaborazione e Intelligenza Artificiale per supportare le aziende nella trasformazione digitale. Dietro ogni innovazione tecnologica, però, rimane centrale lo stesso principio che emerge dall’intervista: sono le persone, con le loro competenze e la loro capacità di lavorare insieme, a trasformare la tecnologia in valore concreto per le organizzazioni.
Il valore delle persone come motore di crescita
Ogni azienda investe in tecnologia, processi e organizzazione per migliorare le proprie performance. Tuttavia, l’intervista pubblicata da TechCompany360 mette in evidenza un principio che spesso rappresenta il vero elemento distintivo di un’organizzazione: la qualità delle persone e dell’ambiente in cui lavorano.
Per Matteo Zaffagnini la crescita di Top Consult non è il risultato esclusivo dell’innovazione tecnologica o dell’evoluzione delle proprie soluzioni software. Alla base dello sviluppo dell’azienda c’è soprattutto la capacità di costruire un contesto nel quale le persone possano esprimere competenze, assumersi responsabilità e sentirsi parte di un progetto condiviso.
È una visione che nasce dall’esperienza diretta. Dopo aver ricoperto ruoli operativi e aver conosciuto da vicino le dinamiche quotidiane dell’azienda, Matteo ha maturato la convinzione che la qualità delle relazioni interne influenzi in modo significativo anche la qualità del servizio offerto ai clienti.
Quando le persone lavorano in un ambiente caratterizzato da fiducia, collaborazione e rispetto reciproco, diventa più semplice affrontare le difficoltà, condividere conoscenze e trovare soluzioni efficaci anche nelle situazioni più complesse. Al contrario, un’organizzazione che trascura questi aspetti rischia di compromettere nel tempo la propria capacità di innovare e di crescere.
Nell’intervista emerge con chiarezza un concetto molto attuale: il benessere organizzativo non rappresenta un beneficio accessorio, ma una componente strategica per qualsiasi impresa che voglia costruire risultati duraturi.
Come sottolinea Matteo Zaffagnini:
«Per me è molto semplice: se Top Consult continua a rafforzarsi sul mercato è perché chi lavora qui sta bene. Non è soltanto quello che proponi sul mercato a fare la differenza, ma il fatto di poter contare su un team che crede davvero nell’azienda di cui fa parte.»
Questa affermazione sintetizza efficacemente una cultura aziendale costruita negli anni e basata sulla convinzione che innovazione e persone non siano due elementi separati, ma parti dello stesso percorso di crescita.
Ascoltare le persone significa migliorare l’organizzazione
Uno degli aspetti più interessanti affrontati nell’intervista riguarda il modo in cui un manager interpreta il proprio ruolo nei confronti dei collaboratori.
Ascoltare le persone non significa semplicemente raccogliere opinioni o organizzare momenti di confronto periodici. Significa sviluppare la capacità di cogliere segnali, comprendere le esigenze dei team e intervenire prima che piccoli problemi possano trasformarsi in criticità più profonde.
Nel corso degli anni Top Consult ha sempre mantenuto una forte continuità delle proprie risorse. Proprio per questo motivo, quando si sono verificati alcuni cambiamenti all’interno dell’organizzazione, Matteo Zaffagnini ha scelto di affrontare la situazione con un approccio diretto, cercando di comprenderne le cause anziché limitarsi a valutarne gli effetti.
L’intervista racconta come questo momento abbia rappresentato un’importante occasione di riflessione. Parlare direttamente con le persone, ascoltare le loro motivazioni e analizzare con attenzione le dinamiche organizzative ha permesso di individuare aspetti migliorabili nella gestione quotidiana del lavoro.
È un approccio che dimostra una caratteristica fondamentale della leadership moderna: la disponibilità a mettere in discussione anche le proprie convinzioni quando l’obiettivo è migliorare il funzionamento dell’organizzazione.
Come osserva Matteo nell’intervista, in alcuni casi il problema non riguardava il lavoro svolto, ma il modo in cui veniva gestito. Una consapevolezza che ha rafforzato ulteriormente l’importanza dell’ascolto come strumento di crescita manageriale.
Questa capacità di trasformare il confronto in un’opportunità di miglioramento rappresenta uno degli elementi che caratterizzano la cultura aziendale di Top Consult e che contribuiscono a costruire relazioni solide, sia all’interno dell’organizzazione sia nei confronti dei clienti.
Delegare significa costruire fiducia
Tra i temi affrontati nell’intervista, quello della delega occupa un ruolo particolarmente significativo. Non viene presentata come una semplice scelta organizzativa, ma come uno degli strumenti più importanti per favorire la crescita delle persone e rendere l’azienda più efficace.
Con l’evoluzione di Top Consult e l’ampliamento delle attività, anche il ruolo del management è cambiato. Se in passato Matteo Zaffagnini aveva un rapporto diretto con praticamente tutti i collaboratori, oggi il confronto avviene principalmente attraverso i responsabili delle diverse aree aziendali.
Questa trasformazione non rappresenta un allontanamento dalle persone, ma il naturale sviluppo di un’organizzazione che cresce e che ha bisogno di distribuire competenze, responsabilità e capacità decisionale.
La delega, infatti, non consiste nel trasferire semplicemente delle attività. Significa creare le condizioni affinché ogni responsabile possa assumersi la responsabilità delle proprie decisioni, sviluppare autonomia e contribuire concretamente alla crescita dell’azienda.
Nel corso dell’intervista Matteo Zaffagnini esprime con grande chiarezza questo principio, spiegando come preferisca che un collaboratore prenda una decisione autonoma, anche correndo il rischio di commettere qualche errore, piuttosto che attendere continuamente indicazioni dall’alto. È una visione che mette al centro la fiducia, la responsabilizzazione e la crescita professionale delle persone.
In un contesto economico caratterizzato da cambiamenti sempre più rapidi, la capacità di costruire organizzazioni distribuite e competenti rappresenta infatti uno dei principali fattori di competitività. Nessun manager può conoscere ogni dettaglio o prendere ogni decisione: creare un team preparato e autonomo significa rendere l’intera azienda più resiliente e capace di affrontare il cambiamento.
Una leadership che si costruisce ogni giorno
L’intervista offre anche uno spunto interessante sul significato stesso della parola “leadership”. Nel racconto di Matteo Zaffagnini non emerge l’immagine del manager che accentra competenze e decisioni, ma quella di una figura che accompagna la crescita delle persone, favorisce il dialogo tra le diverse funzioni aziendali e crea le condizioni affinché ciascuno possa contribuire al raggiungimento degli obiettivi comuni.
È un modello di leadership che si sviluppa nel tempo e che richiede coerenza, capacità di ascolto e disponibilità a imparare continuamente. Non nasce da un ruolo o da una posizione organizzativa, ma dall’esperienza quotidiana e dalla credibilità costruita attraverso il lavoro.
Anche nei momenti più complessi, come quelli affrontati durante il temporaneo periodo di assenza del fondatore Pier Luigi Zaffagnini, emerge questa impostazione. Di fronte a responsabilità improvvise e a decisioni particolarmente delicate, Matteo sceglie infatti la strada della trasparenza, coinvolgendo le persone e condividendo con loro la necessità di affrontare insieme una fase di cambiamento.
È proprio questa combinazione di responsabilità, ascolto e fiducia che attraversa l’intera intervista e che restituisce un’immagine autentica della cultura manageriale sviluppata in Top Consult: una leadership che non si improvvisa, ma si costruisce ogni giorno attraverso il confronto, l’esperienza e la volontà di crescere insieme alle persone.

L’ingresso nel Gruppo Dylog: crescere senza perdere la propria identità
Ogni azienda attraversa momenti che ne segnano l’evoluzione. Alcuni coincidono con l’introduzione di nuove tecnologie, altri con l’espansione verso nuovi mercati o con importanti cambiamenti organizzativi. Per Top Consult uno di questi passaggi è stato l’ingresso nel Gruppo Dylog, avvenuto nel 2021.
Nell’intervista pubblicata da TechCompany360, Matteo Zaffagnini racconta questo momento con grande trasparenza, evidenziando come la decisione non sia nata esclusivamente da valutazioni economiche o industriali, ma dalla volontà di garantire all’azienda nuove opportunità di crescita, preservandone allo stesso tempo la cultura e i valori costruiti in quarant’anni di storia.
Entrare a far parte di un gruppo rappresenta inevitabilmente un cambiamento importante. Cambiano le prospettive, aumentano le opportunità di collaborazione e si amplia il patrimonio di competenze a disposizione dell’organizzazione. Allo stesso tempo, però, è naturale che le persone si pongano domande sul futuro, soprattutto quando hanno contribuito in prima persona alla crescita dell’azienda.
Matteo Zaffagnini ricorda come, nelle prime fasi dell’operazione, la reazione di molti collaboratori fosse caratterizzata da comprensibili dubbi e timori. Proprio per questo motivo, la scelta è stata quella di affrontare il cambiamento attraverso una comunicazione aperta e trasparente, condividendo con il team le motivazioni che avevano portato a questa decisione e gli obiettivi che si intendevano perseguire.
Questa attenzione verso le persone riflette un principio che emerge più volte nel corso dell’intervista: ogni trasformazione organizzativa produce risultati concreti solo quando viene compresa e condivisa da chi la vive quotidianamente.
Per Top Consult, l’ingresso nel Gruppo Dylog non ha significato rinunciare alla propria identità, ma inserirla all’interno di un progetto più ampio. L’obiettivo, come sottolinea Matteo, era valorizzare le competenze maturate negli anni e metterle a fattor comune con quelle delle altre realtà del gruppo, mantenendo allo stesso tempo l’autonomia, la cultura aziendale e il rapporto di fiducia costruito con clienti e partner.
Questa visione continua ancora oggi a rappresentare uno degli elementi distintivi di Top Consult: crescere significa evolvere, ampliare le proprie capacità e affrontare nuove sfide, senza perdere quei valori che hanno contribuito a costruire la reputazione dell’azienda.
Leadership significa anche trovare il giusto equilibrio
Tra i passaggi più personali dell’intervista, uno dei più significativi riguarda il rapporto tra responsabilità professionali e vita privata.
Spesso si tende ad associare la figura del manager alla disponibilità continua, alla capacità di essere sempre operativo e alla convinzione che dedicare più tempo al lavoro produca automaticamente risultati migliori. Matteo Zaffagnini propone invece una riflessione diversa, maturata attraverso un’esperienza personale che ha cambiato profondamente il suo modo di interpretare il ruolo di leader.
La nascita delle sue figlie rappresenta infatti un punto di svolta. Nell’intervista racconta come questo evento lo abbia portato a riconsiderare il rapporto con il lavoro, imparando progressivamente a distinguere ciò che è realmente prioritario da ciò che può essere affrontato con maggiore serenità.
Non si tratta di ridurre l’impegno o di diminuire il senso di responsabilità. Al contrario, significa acquisire una maggiore consapevolezza nella gestione del tempo e delle energie, evitando che l’urgenza prenda il sopravvento su tutto il resto.
Come racconta nell’intervista, oggi non considera più le e-mail inviate a tarda sera come un indicatore di efficienza. Piuttosto, le interpreta come il possibile segnale di uno squilibrio tra lavoro e vita personale, una situazione che nel lungo periodo rischia di compromettere anche la qualità delle decisioni e la lucidità necessaria per affrontare le responsabilità manageriali.
È una riflessione che assume un valore sempre più attuale in un contesto caratterizzato da connessioni continue, strumenti digitali sempre disponibili e ritmi di lavoro sempre più intensi. Saper stabilire delle priorità, delegare e creare spazi dedicati anche alla vita personale non rappresenta una rinuncia, ma una competenza che contribuisce a migliorare la qualità della leadership.
Nel corso dell’intervista emerge inoltre un parallelo particolarmente interessante tra il ruolo del manager e quello del genitore. Entrambi richiedono capacità di adattamento, disponibilità a rimettere in discussione le proprie certezze e consapevolezza che non esistono sempre risposte immediate. È proprio questa continua capacità di apprendere dall’esperienza che, secondo Matteo Zaffagnini, permette di crescere sia dal punto di vista professionale sia da quello personale.
Un’intervista che racconta la cultura di Top Consult
L‘intervista pubblicata da TechCompany360 offre uno spaccato autentico del percorso professionale di Matteo Zaffagnini, ma rappresenta anche l’occasione per comprendere più da vicino i principi che guidano l’evoluzione di Top Consult.
Attraverso il racconto delle esperienze vissute emergono temi che oggi assumono un’importanza sempre maggiore per tutte le organizzazioni: la necessità di conoscere realmente il lavoro delle persone, il valore dell’ascolto, la capacità di costruire fiducia, l’importanza della delega e il coraggio di affrontare il cambiamento senza perdere la propria identità.
Sono gli stessi valori che accompagnano da tantissimi anni lo sviluppo di Top Consult e che continuano a orientarne il percorso di innovazione. Dalla gestione documentale all’automazione dei processi, fino all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nelle soluzioni più evolute, ogni evoluzione tecnologica trova significato solo quando riesce a supportare concretamente il lavoro delle persone e a migliorare il modo in cui collaborano.
In questo senso, l’intervista non racconta soltanto la storia professionale di un manager, ma restituisce anche l’immagine di un’azienda che ha scelto di affrontare il cambiamento investendo contemporaneamente in innovazione, organizzazione e capitale umano.
È probabilmente questo il messaggio più significativo che emerge dal confronto con Matteo Zaffagnini: la leadership non si misura dalla capacità di accentrare decisioni o responsabilità, ma dall’impegno quotidiano nel creare le condizioni affinché persone, competenze e tecnologie possano crescere insieme, contribuendo allo sviluppo dell’intera organizzazione.
>> Nota editoriale <<
Questo articolo rappresenta una rielaborazione editoriale dei principali temi affrontati nell’intervista realizzata dalla giornalista Alessandra Zamarra e pubblicata da TechCompany360. L’obiettivo è offrire ai lettori di Top Consult una sintesi originale e contestualizzata dei contenuti, valorizzando i messaggi emersi durante il confronto con Matteo Zaffagnini.
Approfondisci l’intervista completa
I contenuti presentati in questa pagina riprendono i principali temi affrontati nell’intervista pubblicata da TechCompany360, arricchendoli con una chiave di lettura orientata alla cultura aziendale e ai valori che guidano Top Consult.
Se desideri leggere l’intervista nella sua versione integrale, con tutte le domande, le risposte e gli approfondimenti della giornalista Alessandra Zamarra, puoi consultare la pubblicazione originale.
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Perché un manager dovrebbe conoscere il lavoro operativo dell'azienda?
Conoscere direttamente i processi operativi permette a un manager di comprendere meglio le esigenze delle persone, valutare l'impatto delle decisioni organizzative e instaurare un dialogo più efficace con tutte le funzioni aziendali. L'esperienza sul campo contribuisce inoltre a costruire credibilità e fiducia all'interno dei team.
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In che modo la delega può migliorare le performance di un'organizzazione?
Delegare significa distribuire responsabilità, valorizzare le competenze e favorire una maggiore autonomia decisionale. Un'organizzazione che promuove la delega sviluppa persone più preparate, riduce la dipendenza da singole figure chiave e aumenta la capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti.
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Perché la cultura aziendale è un elemento strategico per la crescita?
La cultura aziendale influenza il modo in cui le persone collaborano, prendono decisioni e affrontano le sfide quotidiane. Un ambiente fondato su fiducia, ascolto e responsabilità favorisce il coinvolgimento dei collaboratori, migliora il clima organizzativo e contribuisce alla continuità dei risultati nel tempo.
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Qual è il rapporto tra innovazione tecnologica e fattore umano?
La trasformazione digitale produce risultati concreti solo quando le tecnologie vengono integrate nei processi e adottate dalle persone che le utilizzano ogni giorno. Per questo motivo innovazione organizzativa, formazione e collaborazione rappresentano elementi complementari di un unico percorso di crescita.
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Come affrontare un cambiamento organizzativo senza perdere la propria identità?
Ogni fase di trasformazione richiede una comunicazione trasparente, il coinvolgimento delle persone e una chiara condivisione degli obiettivi. Mantenere saldi i valori aziendali permette di evolvere l'organizzazione preservando la cultura costruita nel tempo e rafforzando il senso di appartenenza.
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Perché oggi si parla sempre più spesso di leadership basata sull'ascolto?
Le organizzazioni moderne operano in contesti complessi e in continua evoluzione. Una leadership fondata sull'ascolto favorisce il confronto tra competenze diverse, aiuta a intercettare tempestivamente criticità e opportunità e rende le decisioni più consapevoli e condivise.
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