Vai al contenuto

Conservazione sostitutiva e digitale: le differenze sostanziali

  • News
  • 9 min.
Conservazione sostitutiva e digitale: le differenze sostanziali

Scopri le differenze fondamentali tra conservazione sostitutiva e conservazione digitale, e comprendi l’importanza di scegliere la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Mediante la conservazione sostitutiva (o conservazione elettronica a norma) i documenti cartacei possono essere sostituiti da file che abbiano pieno valore legale, ossia peso e rilevanza identici a quelli fisici. Con la conservazione digitale, invece, solitamente si intende la gestione di documenti originariamente digitali.

La differenza non riguarda solo l’abbandono della carta, quanto piuttosto la filosofia del processo di gestione e archiviazione documentale nel suo complesso. E, naturalmente, la vera sfida per le aziende è inerente alla strategia adottata per implementare tale filosofia.


Conservazione sostitutiva e digitale: cosa bisogna garantire

    Le organizzazioni devono avere ben chiaro il fatto che fare conservazione a norma non equivale a un backup digitale dei dati, ma instaurare dei modelli di processo che prevedano lavorazioni sui documenti digitali compliant alla normativa. È, infatti, fondamentale ricordare che, sul fronte legale (sia rispetto a terzi in caso di contestazioni, sia per audit interni) optare per la conservazione sostitutiva (e non limitarsi a una semplice archiviazione) significa garantire ai propri documenti valenza probatoria.

    In pratica, lato organizzativo procedurale con la conservazione sostitutiva realizzata secondo i dettami di legge, si mira alla creazione di un archivio sostitutivo a norma con tutto ciò che esso comporta a livello di flussi di lavoro. Si compie cioè un importantissimo passo nel proprio percorso di digitalizzazione. L’intera gestione documentale (non il singolo foglio) è impostata all’insegna di una gestione più snella e di una maggiore collaborazione tra dipartimenti (grazie al fatto di avere a disposizione un contenitore di documenti sempre e ovunque, consultabile da più figure contemporaneamente).

    Un’evoluzione normativa continua: cosa cambia

    Il 2025 ha portato con sé importanti aggiornamenti normativi e tecnici riguardanti la conservazione sostitutiva e digitale. Tra le principali novità, l’adozione di eIDAS 2.0, che ha aggiornato le normative europee sulla firma elettronica, l’identità digitale e la validità legale dei documenti digitali. In particolare, è prevista l’adozione di meccanismi crittografici avanzati, in linea con eIDAS 2.0, per garantire la sicurezza e l’integrità dei documenti conservati digitalmente.

    Dal 2025 le aziende devono quindi seguire le nuove linee guida europee in materia di interoperabilità, metadati e preservazione a lungo termine, che sono regolate dallo standard UNI 11386:2020 (SinCRO), in coerenza con il modello OAIS per la preservazione a lungo termine.

    RPA "Cassetto Doganale" - automazione Doganale per Importazioni


    Conservazione sostitutiva a norma: le regole da considerare

    Fare conservazione digitale a norma costringe enti e imprese a lavorare su due piani. Da un lato, per uniformarsi alle regole, dall’altro per compiere una profonda rivisitazione dei propri metodi di lavoro. È utile che le regole siano vissute solo quale spunto per rinnovare più radicalmente l’organizzazione e per sfruttare le potenzialità tecnologiche. Ma partiamo con la normativa.

    Secondo quanto stabilito dal DPCM del 13 novembre 2014 e osservando quanto detto nelle Linee Guida AgID, un documento informatico deve essere identificabile in modo univoco e persistente ed essere immodificabile. Per testimoniare questo, vi si appone la firma digitale, una marca temporale e gli si fornisce un numero di protocollo.

    Il ciclo di vita di tale documento dipenderà poi dai suoi contenuti, dal ruolo che ha all’interno del processo e, ovviamente, da quel che dice la normativa in merito agli obblighi di conservazione (si pensi per esempio all’obbligo temporale fissato in merito al mantenimento di documenti fiscali e di rilevanza civilistica).

    A questo punto, serve fare riferimento a quanto stabilito per il processo di conservazione. Esso è stato predisposto per assicurare quelle caratteristiche di immodificabilità, autenticità, integrità e leggibilità tipiche del documento informatico inalterate per lunghi periodi di tempo.


    Conservazione dei documenti nel cloud: nuove opportunità e rischi

    Con l’aumento dell’adozione di soluzioni cloud, anche la conservazione sostitutiva e digitale sta subendo una trasformazione. I servizi di conservazione basati su cloud offrono maggiore flessibilità, accessibilità e scalabilità rispetto alle soluzioni on-premise. Tuttavia, l’utilizzo del cloud introduce anche nuove sfide, in particolare in termini di controllo dei dati e conformità normativa.

    Le aziende devono garantire che i fornitori di servizi cloud siano certificati e conformi agli standard di sicurezza richiesti dalla legge italiana ed europea. Inoltre, è fondamentale implementare meccanismi di verifica periodica per assicurarsi che i dati conservati nel cloud siano protetti e accessibili solo alle persone autorizzate.

    Nello specifico, a settembre 2020 sono state pubblicate dall’AgID le “Linee Guida sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici”. Queste riportano le indicazioni da seguire per fare conservazione a norma. Tali Linee Guida restano la base regolatoria, integrata dagli aggiornamenti 2022–2025 (es. Manuale di Conservazione obbligatorio, rafforzamento del ruolo del Responsabile della Conservazione, raccordo con eIDAS 2.0 e standard di interoperabilità).

    Tra le novità inserite, vi è la necessità di nominare la figura del Responsabile della Conservazione. Egli ha il compito di disegnare e poi attuare (e verificare che siano adottate) le misure necessarie per conservare i file. Queste sono scritte nel Manuale di Conservazione (obbligatorio dal 2022), un documento che illustra nel dettaglio le operazioni svolte sui documenti per garantirne la conservazione, i soggetti coinvolti nella loro gestione, le tecnologie, le policy di sicurezza e le infrastrutture adottate. Il Manuale deve essere periodicamente aggiornato per riflettere la situazione reale dei processi aziendali e, a garanzia della conformità nel tempo, è prevista una verifica archivistica quinquennale (ogni 5 anni).


    Archiviazione digitale: il potenziamento dell’efficacia organizzativa nel rispetto della normativa vigente

    Mantenere aggiornato e protetto nel pieno rispetto della legislazione vigente il proprio archivio digitale è una preziosa occasione per innalzare il livello di efficacia dell’organizzazione.

    I documenti correttamente conservati sono sempre disponibili per fornire risposte rapide a colleghi, clienti, partner e fornitori, non si dovrà sprecare tempo per cercare informazioni in luoghi più o meno lontani né per riporre poi i documenti consultati. E ciò promuove anche opportunità di smart working e remote working che aumentano i livelli di produttività e migliorano l’immagine dell’azienda in ottica di modernità ed efficienza.

    Non solo, grazie alla conservazione sostitutiva e, più in generale, a una gestione completamente digitale dei documenti si potranno impostare workflow documentali più efficienti, ove possibile automatici affinché siano liberate risorse che possono essere spese per attività a maggior valore.


    • Quali rischi comporta una conservazione documentale non conforme?

      Una conservazione documentale non conforme può compromettere il valore probatorio dei documenti in caso di audit, contenziosi o verifiche fiscali. Inoltre, l’assenza di processi certificati espone l’azienda a rischi operativi, perdita di tracciabilità e criticità nella governance delle informazioni.

    • Come cambia la governance documentale con il cloud?

      Le soluzioni cloud aumentano accessibilità e scalabilità, ma richiedono controlli più rigorosi su sicurezza, accessi, localizzazione dei dati e continuità operativa. È fondamentale verificare che il provider supporti requisiti normativi, policy di conservazione e livelli di servizio adeguati.

    • Quali documenti richiedono la conservazione a norma?

      Tra i principali documenti soggetti a obblighi di conservazione rientrano fatture elettroniche, PEC, contratti, registri contabili, documentazione fiscale e documenti amministrativi con rilevanza legale o civilistica. I tempi di conservazione dipendono dalla normativa applicabile e dal contesto operativo.

    • Il backup dei dati può sostituire la conservazione digitale?

      No. Un backup serve al recupero tecnico delle informazioni in caso di guasto o perdita dati, ma non garantisce autenticità, integrità, immodificabilità e valore legale nel tempo. La conservazione digitale a norma richiede processi, controlli e responsabilità ben definiti.

    • Quale ruolo ha il Responsabile della Conservazione?

      Il Responsabile della Conservazione definisce, supervisiona e verifica i processi necessari a garantire conformità, sicurezza e leggibilità dei documenti nel tempo. Le Linee Guida AgID prevedono inoltre la presenza di un Manuale di Conservazione costantemente aggiornato.

    • Come si integra la conservazione digitale con i processi aziendali?

      Le piattaforme documentali moderne integrano la conservazione direttamente nei workflow aziendali, automatizzando classificazione, archiviazione, firme elettroniche, protocollazione e gestione dei metadati. Questo riduce attività manuali e migliora controllo e reperibilità delle informazioni.

    • La conservazione digitale supporta gli obiettivi di business continuity?

      Sì. Una corretta strategia di conservazione contribuisce alla continuità operativa perché garantisce disponibilità, accessibilità e recuperabilità dei documenti anche in scenari critici. Per questo il tema è sempre più collegato a resilienza digitale e governance del rischio.

    • Come influiscono eIDAS 2.0 e gli standard europei?

      L’evoluzione normativa europea introduce requisiti più avanzati in materia di interoperabilità, identità digitale, firme elettroniche e protezione dei documenti informatici. Le aziende devono quindi adottare processi e tecnologie compatibili con standard europei e modelli di conservazione a lungo termine.

    • Come valutare una piattaforma di conservazione documentale?

      È importante considerare aspetti come conformità normativa, sicurezza, scalabilità, integrazione con ERP e sistemi aziendali, gestione dei metadati, SLA, supporto ai workflow documentali e capacità di evolvere nel tempo insieme ai processi aziendali.


    MIGLIORA LA GESTIONE DEI DOCUMENTI AZIENDALI

    Scarica ora la tua copia gratuita dell’e-book: “Una guida alla corretta Conservazione Digitale dei documenti“. Assicurati di mantenere l’autenticità, l’integrità e la sicurezza dei tuoi documenti informatici, seguendo le nuove regole tecniche della conservazione digitale. Agisci subito per essere conforme alle recenti Linee Guida AGID e assicurati che la tua organizzazione sia coinvolta correttamente nel processo di conservazione. Clicca sotto per ottenere accesso immediato!

    Scarica il whitepaper